Objectifs du projet

Analyse urbaine - Projet

DATE: 2010
M.O.: Comune di Bovolone

M.O.E.: SKP Architecture
LIEU: Bovolone - Verona - Italia

CHARGE DU PROJET: Jonny Sturari / Johan Kohls

PHASE: ETUDE

La realtà urbana diventa sempre più il luogo delle differenze e della memoria collettiva, il luogo dove si concretizzano e si tramandano i valori comuni della cultura.

L’aggregato urbano può diventare anche il luogo in cui si esasperano i problemi comuni dei cittadini preesistenti e di nuova migrazione, producendo incongruenze nel modello di sviluppo: degrado, carenze strutturali ed infrastrutturali, assuefazione al degrado, parcellizzazione, prevaricazione della quantità sulla qualità, perdita delle identità.

 

La città di Bovolone dopo secoli di lente trasformazioni, nella seconda metà del XX° secolo, ha vissuto una stagione di cambiamenti, indotti dalle necessità di ricostruzione post–bellica, dalla crescita demografica e dallo sviluppo  economico.

Nell’ultimo ventennio, il paese ha perso il suo forte centralismo nei confronti dei paesi limitrofi. Le grandi manifestazioni e gli eventi perdono d’importanza. La costruzione di centri commerciali nel raggio di pochi chilometri, le crisi economiche, in particolar modo le ultime, la migrazione dei serbatoi di  produzione e le attività del settore primario mai aggiornate ed oggi obsolete, sono alcuni degli elementi che hanno ridotto la posizione eccentrica della Villa di Bovolon.

 

Il settore Agricolo, risorsa principale del paese, conosce oggi, una profonda crisi, dovuta alla perdita di uno scambio generazionale del mestiere; inoltre la meccanizzazione del sistema di produzione, con conseguente diminuzione dell’occupazione ha indotto il paese a una perdita dei valori agricoli.


La conseguenza più evidente, legata anche ai limiti imposti dal commercio globale, e alla perdita evidente della qualità, sostituita dall’esigenza di quantità, è l’indebolimento delle proprietà agricole, colpite dai bassi prezzi di vendita del mercato, obbligando l’attività di noleggio dei domini, la sostituzione dei proprietari, e una perdità delle identità.

Aggiornare il sistema agricolo, grazie alla ricerca, alla sperimentazione, alla produzione ed alla vendita dei prodotti primi, porterebbe al paese una rivitalizzazione: la valle del Menago potrebbe essere la spina dorsale di un progetto connettivo, che oltre a relazionare l’intera città di Bovolone, diventerebbe catalizzatore di attività ricreative, culturali ed economiche.

 


Il progetto

Ora s’intende identificare gli elementi progettuali che possono portare variazioni all’assetto urbano, in modo da impostare una nuova pianificazione articolata, cosciente delle fasi storiche precedenti e rivolta verso un territorio sostenibile.

 

Accessibilità
Il progetto intende risolvere i vincoli fisici e le barriere architettoniche, aumentare la versatilità della mobilità e favorire spazi d’interazione fra le diversità urbane.
L’arredo urbano viene arricchito secondo un’attrezzatura di potenziamento, con collegamenti wireless che permettano l’accesso alle fonti di consultazione, con la disponibilità di accesso ai posti di lavoro e la capacità di interrelazionarsi con più parti del territorio, attraverso l’aggiornamenti dei servizi pubblici e con l’eliminazione delle barriere architettoniche.
Queste esigenze porteranno all’incremento di luoghi ed attività formative, perciò sarà potenziata sul territorio la presenza di spazi per studio e consultazione (scuole, biblioteche, installazioni, mostre, mercati).

 

Rivitalizzazione delle attività Agricole e Zootecniche
Si vuole rivitalizzare il settore agricolo attraverso il riconoscimento delle identità locali, la valorizzazione dei suoi prodotti e lo sviluppo delle pratiche tradizionali attraverso l’inserimento di nuove tecnologie ecosostenibili.
Il sistema agricolo viene quindi potenziato per merito di nuove identità parallele e intersecanti come dipartimenti universitari, aree di studio, ricerche e sperimentazione.
La distribuzione di serre automatizzate accostate ai metodi tradizionali di coltura, la riqualificazione del sistema idrico, il rimboschimento degli argini dei corsi d’acqua e delle strade bianche, reinserendole all’interno dei percorsi espositivi e formativi e la bonifica del territorio e ripopolamento della fauna tipica sono ipotesi di riqualificazione.

 

Infrastrutture e connessioni
Si tenta di sviluppare la rete secondo una distribuzione continua di infrastrutture e percorsi pedonali-ciclabili, per migliorare i flussi laddove le connessioni sono poco sviluppate.
Le strutture di mediazione devono consentire la transizione tra situazioni diverse e sviluppare il contatto tra pubblico e privato, tra attività lavorative e ricreative, tra residenza e tessuto urbano, incentivando le relazioni tra i diversi luoghi.

 

Attività ricreative e culturali
L’intento è di sviluppare nell’area del parco una rete di percorsi, di attività e di manifestazioni atti a sensibilizzare il pubblico e far conoscere le identità presenti nella Valle del Menago e nelle zone limitrofe. Il parco potrebbe essere di supporto alle attività sociali e sportive, come la Fiera di S. Biagio, la Notte Bianca, l’equitazione, il volo leggero, il cross, le attività campestri, i percorsi vita, le fattorie didattiche e gli agriturismo.

 

Impianti energetici
Si cerca di riutilizzare e riciclare i prodotti ed i sottoprodotti di scarto delle attività svolte nell’area tramite impianti tecnologici di smaltimento e produzione energetica.
Si deve predisporre lo sviluppo di centrali di produzione energetica con tecnologia sostenibile: cellule fotovoltaiche e di sfruttamento dei moti convettivi naturali, con utilizzo di dispositivi a turbina.
Attraverso un’opportuna diversificazione dei rifiuti urbani, si potrà smaltire la parte di essi non riciclabile in impianti cogenerativi di incenerimento a postcombustione e teleriscaldamento, in grado di fornire energia termica ed elettrica. Il resto verrà immesso nel ciclo di riuso, sia per l’inorganico (plastiche, vetro, metalli) che per l’organico (con impianti di compostaggio per concimi).

 

Laboratori di ricerca
Si ipotizza lo sviluppo del Centro Sperimentale del tabacco grazie all’inserimento di un polo tecnologico universitario parallelo, predisposti allo studio delle materie relative al settore agricolo, medico, geologico, ambientale e zootecnico. I luoghi di ricerca sono aperti al pubblico per aumentare lo scambio d’informazione e stimolare una sensibilità approfondita nei confronti dell’ambiente.

 

Riqualificazione delle identità storiche
L’aumento delle attività sociali, l’incentivazione alla formazione e alla presa di coscienza delle diverse identità, con una distribuzione di attività didattiche e di preparazione potrebbe portare alla riaffermazione dei propri valori.
All’interno del ciclo progettuale vengono coinvolti tutti gli spazi urbani, compresi i residuali. Questi spazi marginali, possono essere riutilizzati per merito di istallazioni, mostre o eventi temporanei.